Attualità Italian Edition 3 Anno VI n. 3 - Marzo 2010 Questione di etica, ma anche di buon senso saper cosa fare e soprattutto “come” farlo L’etica in medicina nasce negli anni ’70 negli Usa. Però, solo nell’ultimo decennio il termine si è così diffuso, almeno da noi, da coinvolgere intere popolazioni su casi divenuti, attraverso i media, argomenti di dibattito da consumare persino al bar. Se il semplice cittadino, pur con i limiti culturali e professionali di cui dispone, affronta tali temi, immagino che un operatore sanitario oggi non possa fare a meno di essere documentato, quando non addirittura formato, su una materia così importante. Sono in tanti a essere fermamente convinti che in futuro sarà sempre più considerata e discussa. Basti vedere a quale ritmo le pubblicazioni sulla bioetica si susseguono per capire quale ruolo stia assumendo nel complesso mondo medico. Il termine “etica” deriva dal greco ethos: ciò che attiene al costume, al comportamento, alla consuetudine. Da non confondere con la morale – che rappresenta la guida secondo cui l’uomo agisce in ragione di ciò che è bene ed è male –, l’etica è intesa quale studio del comportamento dell’uomo e di tutto ciò che si rende necessario per realizzarlo. Tutte le pratiche mediche, compresa quella odontoiatrica, si trovano spesso a confrontarsi con dilemmi di etica professionale e umana. Indubbiamente ci riferiamo a concetti che travalicano gli obblighi professionali e legali ai quali il medico è incline a rispettare nell’esercizio delle sue funzioni. Ci sono situazioni dinanzi alle quali il dentista deve porsi con la consapevolezza di agire in modo corretto anche dal punto di vista etico. Le riflessioni cui potrà essere chiamato potrebbero essere le più variegate: dall’uso di un materiale piuttosto che un altro, la scelta della terapia, anche in base ai costi per l’assistito, la programmazione e la durata nel tempo degli interventi; questioni che hanno una indubbia importanza ai fini etico-comportamentali. Come non porre l’attenzione sul trattamento di pazienti affetti da malattie altamente infettive? Non da meno sono le questioni legate al giudizio su lavori odontoiatrici compiuti da altri, il rapporto con i bambini. Anche l’aspetto estetico oggi assume molta importanza. È sempre più frequente l’interrogativo che, a fronte di un determinato intervento nel cavo orale, non cambi ciò che è la parte esteriore del volto e che nel complesso l’insieme sia armonico. Insomma, si rende assolutamente necessario chiedersi cosa fare e soprattutto “come” farlo, in ragione dell’etica, ma anche del buon senso. Luigi Cursio Autore LuIGI CurSIo, nato a S. Marco in Lamis (FG) nel 1962, sposato, 5 figli, risiede a Torino. È autore di due libri di Medicina pubblicati nel ’95 e nel ’97 con Universo Editore (Milano) ed è stato relatore in diversi congressi di medicina e chirurgia estetica nazionali e internazionali. Ha inoltre conseguito il Master universitario biennale in Bioetica presso la Facoltà di Teologia di Torino. Iscritto all’ordine dei giornalisti, cura rubriche e collabora a varie riviste scientifiche. Consulente di varie aziende del settore, collabora con società di ricerca scientifica.