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Attualità Italian Edition 5 Anno VI n. 3 - Marzo 2010 Nel 2009, meno 15% per ponti, corone e dentiere La crisi spegne il sorriso degli italiani Da un’estesa ricerca Key-Stone emerge una vera e propria debacle di ponti, corone e dentiere. Il calo registrato nel 2009 risulta essere a due cifre: -15%. DT pagina 1 Il problema è decisamente più eterogeneo dal punto di vista geografico: è infatti il Sud Italia a far registrare la crisi più profonda, con un -17%. Nel NordOvest il calo è minore, attestato intorno al -12%. Il fenomeno di riduzione ha riguardato circa il 60% dei laboratori odontotecnici, in particolare quelli più piccoli e artigianali, sui quali si è misurato un picco del -22%. Si è così accentuato il fenomeno della chiusura dei laboratori odontotecnici, che – secondo la fonte europea ADDE – sono calati del 10% in pochi anni. Resistono i laboratori attrezzati con tecnologie informatiche, come gli scanner per le nuove modalità di produzione Cad-Cam, che utilizzano la tecnologia 3D per la progettazione e produzione di protesi: hanno retto evidenziando un calo minimo del -4%. Non roseo lo scenario anche per il 2010, poiché le situazioni congiunturali approdano agli studi dentistici con mesi di ritardo rispetto a quando si manifestano apertamente nei mercati per la pianificazione pregressa delle terapie dei pazienti che, una volta in cura, continuano con i trattamenti. Tuttavia, a mesi dalle congiunture negative e con la coda della crisi in atto specie in ambito occupazionale, si prevede un’ulteriore riduzione di pazienti e una minor accettazione dei preventivi più importanti riguardanti la protesi. Il siste- ma odontoiatrico italiano, quasi esclusivamente privato, fa sì che per la protesi si debba attingere al risparmio delle famiglie. Spesso la protesi è una spesa sostitutiva di altre (auto, arredi, viaggi ecc.). Dovrebbe essere un diritto accedere a servizi sanitari che ristabiliscano la corretta funzionalità ed estetica della bocca. Ma la crisi, che nel corso del 2009 si è fatta sentire sul bilancio familiare a tutti i livelli, ha spento il sorriso di molti italiani. Effetto crisi, 1 su 5 rinuncia alle cure Quasi 1 italiano su 5 (il 18%) ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie (soprattutto visite e cure odontoiatriche): circa il 21% tra i residenti al Centro, 23,5% al Sud, 24,2% tra i 45-64enni, 27,2% nelle grandi città, 31% tra i meno istruiti. Si preferisce ricorrere al servizio pubblico pur con lunghe attese, dicono il Monitor del Forum per la ricerca biomedica e il Censis. Quasi il 21% ha anche ridotto l’acquisto di farmaci in proprio. Nel 2009, il 35% si è rivolto alle strutture pubbliche per analisi, visite, cure che avrebbero acquistato da strutture private. Per il Censis la domanda di prestazioni pubbliche aumenterà: “Rendere più efficiente la Sanità diventa una priorità, perché molte Regioni rischiano di non riuscire a finanziare la spesa”. Quasi il 37% degli intervistati (oltre il 41% a Sud) ritiene aumentato il ricorso alle “conoscenze”, e più del 25% pensa sia cresciuto il malcostume di far regali alle “persone giuste” per un accesso alle corsie preferenziali. Fonte: Adnkronos Salute

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