DTIT0310

Anno IV n. 1 Fatti & opinioni Supplemento n. 1 di Dental Tribune Italian Edition Anno VI, n. 3 - Marzo 2010 Marzo 2010 Fatti & opinioni Clinica & Pratica anthony giannelly e l’ortodonzia moderna teCniCa linguale Con attaCChi 2d self ligating analisi degli studi di settore (sds) Il sentito ricordo di Caprioglio alla figura ispiratrice della moderna Ortodonzia (anche italiana), durante la commemorazione al Congresso della Società Italiana di Tecnica Bidimensionale. > pagina 3 Lo sviluppo di tecniche ortodontiche, associato a un notevole progresso tecnologico dei materiali, ha portato a raggiungere in Ortodonzia degli eccezionali standard di qualità. > pagina 4 Gli Studi di settore come strumento utilizzato dal Fisco per verificare gli scostamenti tra le dichiarazioni rese dal contribuente e un valore di confronto. Ce ne parla Alessandro Lanteri. > pagina 11 un nuovo dispositivo per la distrazione condilare Cosimo Miccoli, Irene Vanini, Luca Levrini, Andrea Giorgianni Introduzione Circa il 2% dei pazienti affetti da TMD manifestano una riduzione della massima apertura della bocca, a seguito di una dislocazione anteriore permanente del disco articolare (Le Resche 1995). Questa condizione, oltre a interferire con i normali movimenti mandibolari, può causare intensa sintomatologia algica in regione periarticolare. Anche se non esistono protocolli certi in merito al trattamento di questa patologia, il primo intervento da perseguire in questi pazienti è la terapia medica o la riabilitazione, ed evitare procedure chirurgiche non necessarie(1). L’obiettivo di questo studio è riportare la nostra esperienza di un caso di dislocazione permanete del disco bilaterale (closed lock), insorto in una giovane paziente e trattato in maniera mutidisciplinare con l’impiego di un nuovo dispositivo, un doppio bite di distrazione dell’ATM. La distrazione del condilo mandibolare è una condizione in cui la TMJ è libera da carichi o forze apposizionali, come dimostrato da Molitor in alcune specifiche condizioni(2) e da Ludwig attraverso alcuni modelli fisici(3). Clinical History era di 17 mm, la lateralità destra di 6,5 mm, la lateralità sinistra di 4,5 mm e la protrusione e la restrusione pari a 0. La RMN confermava una dislocazione anteriore non riducibile del disco articolare di destra e di sinistra, la presenza di infiltrato flogistico nel comparto superiore di entrambe le articolazioni e del muscolo pterigoideo di destra (Figg. 1a, b, c, d: RMN iniziale dell’articolazione temporo-mandibolare). Veniva quindi prescritta una terapia cortisonica intramuscolo (Metilprednisolone emisuccinato sodico, fiale 40 mg) per 7 giorni, abbinata a protettore gastrico (Omeprazolo 20mg/die), al fine di ridurre la flogosi. Dopo tale intervento, la massima apertura era di 28 mm, la lateralità destra di 8 mm, la lateralità sinistra di 6 mm, la protrusione di 1,5 mm e la retrusione di 0 mm. oT pagina 7 Fig. 1a - Articolazione temporomandibolare di destra a bocca chiusa: l’immagine evidenzia una posizione nettamente anteriorizzata del disco articolare. Fig. 1b - Articolazione temporomandibolare di sinistra a bocca chiusa: l’immagine evidenzia una posizione nettamente anteriorizzata del disco articolare. La paziente, caucasica, di 15 anni d’età, è giunta presso il reparto di Gnatologia dell’Ospedale di Circolo di Varese (Università degli Studi dell’Insubria), poiché avvertiva un’occlusione atipica e l’incapacità di protrudere la mandibola. Tre giorni prima della sua visita aveva riscontato, durante un pasto, un open lock, in laterodeviazione destra, risolto da un otorinolaringoiatra con una manovra di riposizionamento manuale. L’anamnesi era negativa per connettiviti (malattie reumatiche sistemiche), tumefazione o dolore generalizzato delle articolazioni corporee, patologie psichiatriche maggiori e pregressi traumi o chirurgia a carico dell’ATM. All’esame fisico l’apertura massima della bocca era 51 mm, lievemente aumentata, forse riconducibile a ipertraslazione condilare bilaterale, movimenti di lateralità destra, sinistra e retrusione nella norma, protrusione notevolmente ridotta. Dopo 10 giorni si ripresentava con massima apertura della bocca ridotta, compatibile con dislocazione bilaterale anteriore non riducibile, la cui entità diminuiva solo parzialmente dopo manipolazione. A seguito dell’esame clinico, si richiedeva RMN e si decideva di iniziare terapia domiciliare con miorilassanti intramuscolo per 7 giorni (Tizanidina cloridrato 4 mg mattino e sera). Al successivo controllo non si riscontrava miglioramento, l’apertura massima

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