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2 Fatti & opinioni Italian Edition Anno IV n. 1 - Marzo 2010 Editoriale Gli “Stati Generali” dell’ortodonzia a Sidney (Australia) Svoltosi a Sydney (6-9 febbraio), il 7° Congresso Internazionale di Ortodonzia su “Advancing the Art, Strengthening the Science, Perfecting the Practice, Embracing... the World” rappresenta ogni 5 anni un’occasione straordinaria per verificare i trend della specializzazione a medio e lungo termine. È organizzato dalla World Federation of Orthodontists (WFO) che, nata nel ’95, conta circa 6800 iscritti in 106 società ortodontiche (tra cui, in primis, la Sido). Dopo l’edizione di Parigi (settembre 2005), Sidney ha accolto gli ospiti nel Convention and Exibition Centre dinanzi a Darling Harbour, porto pulsante di vita, attraversato dal mobile Piermont Bridge. Discorso inaugurale del Presidente Athanasios E. Athansiou, il 6 mattina, seguito da spettacolo di musica e danza aborigena. L’Opening Ceremony si è conclusa con un coro di 40 incantevoli ragazze da ogni angolo del continente. Subito dopo la lectio magistralis di William Proffit sui nuovi approcci e tecnologie in Ortodonzia, che ha sottolineato le nuove possibilità di diagnosi e programmazione terapeutica 3D, forse la vera novità che apre orizzonti difficilmente ipotizzabili finora, e posto l’accento sulla valutazione estetica del volto e del sorriso e sulle tecniche low friction, preconizzate dall’australiano Percy Raymond Begg, ideatore dell’omonima tecnica. Varie le sezioni del programma, suddivise per temi clinici, biomeccanici, nuove tecnologie, di ricerca, genetica e patologie TMJ; impeccabile la puntualità dei lavori, frutto di organizzazione e rispetto per un così variegato uditorio. Tra i temi più dibattuti la terapia della classe II, con il ricorrente dilemma circa l’intervento in una o due fasi e da cui, in sintesi, sono emersi “storici” schieramenti: chi cerca nella clinica la miglior soluzione possibile per il singolo e chi si attiene solo all’evidenza scientifica con pochi punti di incontro tra le due posizioni. Novità, almeno per noi italiani, l’esposizione dei poster in formato digitale per cui erano predisposte 10 postazioni pod (schermi interattivi) suddivisi per aree tematiche su cui scorrevano i poster presentati, visualizzabili e anche scaricabili in formato pdf, da piattaforme informatiche tradizionali a disposizione del pubblico. Tra gli appuntamenti “sociali” la President’s Reception (lunedì 8) su nave da crociera nella baia di Sydney, con gli ospiti (tra cui Carmela Savastano, presidente Sido) intrattenuti durante la cena dall’italianissima “Ortho Band and Bonding”, capitanata dal past president Claudio De Nuccio (basso) e da Alessandra Venditti (voce), un grande successo. L’appuntamento è per il 2015 a Londra. Claudio Lanteri una vita da Maestro: Ennio Giannì intervistato da Damaso Caprioglio Il 30° ciclo della Scuola di ortognatodonzia all’università di Milano celebrato con una giornata all’umanitaria su “Trent’anni di tradizione e di innovazione”. Il professor Ennio Giannì. Sono solo… 51 anni che conosco Ennio Giannì. Antonio Baratieri mi presentò (ero allievo della scuola di Pavia diretta da Silvio Palazzi) e lui mi accolse e mi abbracciò: “Chi è amico e collabora con Antonio è anche amico mio”. A Torino, ove avevo trascorso 6 anni di studio con rigore quasi ottocentesco, dove c’era distacco fra Direttore, Assistente e giovani allievi, il vedermi accolto con cordialità da un grande mi riempì il cuore e rinnovò in me l’entusiasmo. Questo per spiegare la devozione verso Ennio Giannì, poi trasformatasi in amicizia fraterna. A roma, dopo aver partecipato come ufficiale medico alla campagna di russia (decorato al valore) dimostrasti grande solidarietà, aiutando anche famiglie ebree… s’iniziò a parlare di ortognatodonzia… Nella mia permanenza a Cagliari potei apprezzarlo per l’alta preparazione biologica e professionale e per le doti organizzative, culminate nella prima Scuola di Ortognatodonzia in quell’Università (Decreto 13 ottobre ’73). Nello stesso periodo fui incaricato di insegnare la materia a Milano, dove riuscii a creare anche la Scuola nel 1977. Molte difficoltà agli inizi? significato solo all’insegna della clinica. Quanto al tempo, non so come lo trovai: ho solo il rimpianto di averne sottratto molto agli affetti… La tua Scuola studiò per prima la respirazione orale e l’interdisciplinarietà. Quale molla ti spinse a tale ricerca? superato il Maestro, cosa che mi realizza pienamente. La buona stella, mia guida nella mia vita di uomo e studioso, continua a favorirmi. Qui trovo la spiegazione della gratitudine per me. rammarico per progetti che desideravi realizzare e non hai fatto in tempo? In ogni azione umana all’inizio le difficoltà furono enormi, felicemente superate con l’entusiasmo del neofita. Tu parlasti per primo di “visione olistica” e di “moderna ortognatodonzia”… Sulla base delle correlazioni organismiche con l’apparato stomatognatico, la Scuola ha sottolineato importanti funzioni stomatognatiche (in particolare, respiratoria) quali fattori funzionali che condizionano la stabilità dei risultati. Dei riconoscimenti internazionali, quale ricordi con più gioia e nostalgia? Non rimpiango nulla. Se tornassi indietro farei esattamente quel che ho fatto. Quale messaggio dare ai giovani? Ero partigiano e il mio compito era cercare di salvarle dalla deportazione. Come fosti attratto dall’odontoiatria, allora materia quasi negletta, e perché approdasti a Parigi? Le conquiste della fisiologia neuro-muscolare e della cibernetica guidarono la Scuola verso la visione olistica: l’uomo in salute e in malattia è sempre un complesso organizzato vivente. … e il primo anche a scrivere un “Moderno trattato” definibile la “Treccani della moderna ortodonzia”. Il conferimento di cittadinanza onoraria di La Plata (Argentina) ha lasciato in me, anche come studioso, un segno indelebile. Fosti forse l’unico a fondere l’ortognatodontista e il chirurgo maxillo-facciale. È ancora possibile? Non c’è una simbiosi fra le due specialità? Non tagliare mai il cordone ombelicale con l’Università e )rispettare la sacralità del paziente, sapendo che tutto alla scienza è permesso nell’interesse dell’uomo, ma niente è concesso nell’interesse della scienza. Anche per l’ortognatodonzia è iniziata l’era bionica, molecolare o genetica. Cosa suggerire ai docenti giovani (e non)? Desideravo approfondire le problematiche della patologia orale (in particolare oncologica) e dell’ortodonzia. Parigi era allora punto prestigioso di riferimento di queste conoscenze. Quando nacque il richiamo dell’ortodonzia, parola non ancora integrata dal termine “gnato”? Due sono stati i motivi che mi hanno indotto a scrivere il mio trattato: aver l’opportunità di fare, con modestia, autocritica dei miei insuccessi e trasmettere le esperienze cliniche, in particolare ai giovani. Primo anche per i nuovi tracciati cefalometrici, ancora attuali: uso ogni giorno il fantastico tracciato delle rx postero anteriori. Lo scoprire precocemente le asimmetrie e le III classi scheletriche significa ridurre il ricorso chirurgico maxillo-facciale. Dove trovasti tempo e capacità? Alla base della nuova terminologia furono le nuove acquisizioni sui rapporti tra elemento dentario e apparato stomatognatico. ospite di Paolo Falconi, venisti a S. Margherita di Pula il 28 giugno 1969 per tenervi uno splendido corso. Allora La mia preparazione chirurgica iniziò nel ’67, con la specialità in Chirurgia ricostruttiva continuata per un anno ad Amburgo e completata con la nomina a primario di Chirurgia maxillofacciale agli Istituti Clinici di Milano. Mi resi conto che le due discipline dovevano lavorare in simbiosi: l’ortognatodontista deve conoscere le problematiche chirurgiche, il chirurgo maxillo-facciale quelle gnato-ortodontiche. Hai aiutato tanti a perfezionarsi, portato in cattedra molti allievi, sei fra i rari maestri oggetto di gratitudine. A cosa lo devi? Le problematiche ortognatodontiche devono essere oggetto di revisione critica secondo le conquiste in genetica e biologia molecolare. Sono i nuovi orizzonti per i giovani: essi sono il nostro futuro e la speranza della nostra disciplina. Come docente di Etica e anche credente, che valore le attribuisci? Che senso ha la solidarietà nel piccolo-grande mondo della specialità? La cefalometria clinica acquista Sono orgoglioso di avere portato alla cattedra allievi che hanno I valori dell’Etica sono da oggettivare nel rispetto della persona e sacralità della vita, “pietre miliari” del progresso come conquista sociale all’insegna della solidarietà. È quanto afferma Giovanni XXIII nella sua “Ut unum sint”. Damaso Caprioglio International Imprint Licensing by Dental Tribune International Group Editor Managing Editor DT Asia Pacific Daniel Zimmermann newsroom@dental-tribune.com +49 341 48 474 107 Publisher Torsten oemus Claudia Salwiczek c.salwiczek@dental-tribune.com Sabrina Raaff Hans Motschmann Torsten Oemus Peter Witteczek Dan Wunderlich Nadine Parczyk Jörg Warschat Manuela Hunger Bernhard Moldenhauer Gernot Meyer Jens Lindenhain Alexander Witteczek Franziska Dachsel © 2010, Dental Tribune International GmbH. All rights reserved. Dental Tribune makes every effort to report clinical information and manufacturer’s product news accurately, but cannot assume responsibility for the validity of product claims, or for typographical errors. The publishers also do not assume responsibility for product names or claims, or statements made by advertisers. Opinions expressed by authors are their own and may not reflect those of Dental Tribune International. 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