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10 Pratica & Clinica Anno IV n. 1 - Marzo 2010 IT Italian Edition pagina 9 Fig. 11 - L’impronta di precisione rilevata in polietere. Nel caso in cui il paziente esprima il desiderio di non dover rimuovere la protesi per effettuare le manovre di igiene orale quotidiana, si può optare per una soluzione di protesi fissa avvitata; essendo stato il paziente già portatore di protesi totale e avendo quindi già subito un discreto riassorbimento osseo, ci si può in questo caso avvalere di una protesi di tipo ortopedico per ottenere un corretto rapporto dentale (Figg. 17-19). Tale riabilitazione presenta la barra di solidarizzazione per gli impianti inserita all’interno della protesi stessa che si evidenzia nella OPT a 24 mesi oltre all’ottima salute degli impianti perfettamente integrati (Fig. 20). Discussione e Conclusioni Fig. 16 - La parte inferiore della protesi totale, in evidenza il binario che si inserisce sulla barra. Fig. 12 - La barra customizzata su modello di gesso. Fig. 13 - La barra customizzata in situ poche ore dopo l’intervento. Possiamo quindi affermare, così come sostenuto da diversi autori in letteratura, come il carico immediato e il carico differito nel trattamento delle edentulie mandibolari presentino una valida e predicibile scelta terapeutica che consente, rispettando le linee guida fondamentali per la sua attuazione, il grande vantaggio di ridurre i tempi terapeutici e le sedute cliniche, migliorando nel contempo la qualità di vita al paziente; particolare attenzione nei riguardi di entrambi queste tecniche è ovviamente da prestarsi in fase diagnostica. La scelta terapeutica di posizionare il numero di quattro impianti è dettata dalla necessità di ottenere la massima stabilizzazione di una struttura rigida, riducendo il numero delle fixture, esemplificando così il trattamento protesico e contestualmente limitandone i costi; tale numero e posizione di impianti consente così, come mostrato, di poter offrire una maggiore scelta terapeutica protesica partendo dal medesimo protocollo chirurgico. Fondamentale in questo ruolo è anche che la distribuzione dei carichi occlusali sia ripartita in maniera uniforme ed è altresì necessario istruire il paziente a una dieta morbida durante i primi mesi che sono di primaria importanza nell’ottenimento della corretta osteointegrazione. Così facendo, e in casi selezionati, possiamo quindi considerare il carico precoce funzionale differito e il carico immediato su quatto impianti come scelte terapeutiche predicibili e attuabili nella riabilitazione del mascellare inferiore sia nella progettazione di un’overdenture su barra che nella protesi fissa avvitata. La bibliografia è disponibile presso l’Editore. Fig. 17 - Emergenza della testa degli impianti dopo la sutura. Fig. 18 - Protesi ortopedica avvitata in situ il giorno dell’intervento. Fig. 14 - OPT di controllo a 24 mesi. Fig. 19 - Visione frontale. Fig. 15 - La protesi totale che verrà ancorata alla barra. Fig. 20 - OPT di controllo a 24 mesi (in evidenza la barra che solidarizza gli impianti).

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