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Case Report 13 Italian Edition Anno IV n. 1 - Marzo 2010 Posizionamento immediato di un impianto in titanio-zirconio e relativo provvisorio Barry P. Levin, USA Il desiderio dei pazienti di completare qualunque tipo di trattamento odontoiatrico in breve tempo può essere considerato universale. Questo vale anche nel caso di un trattamento implantare. La lunghezza tradizionalmente associata alla terapia implantare è stata un deterrente per molti dentisti e pazienti nella scelta di questo tipo di trattamento. Negli ultimi dieci anni, le innovazioni nell’ambito delle superfici implantari e della macrotopografia, e su un livello microscopico, hanno portato a tempi di guarigione predicibilmente più brevi. Questo, in parte, ha portato alla rapida accettazione dell’implantologia come uno dei principali trattamenti odontoiatrici. La predicibilità dell’osteointegrazione è passata da un criterio di successo a una conclusione antecedente. Il successo di un trattamento implantare, soprattutto nei settori della dentizione con esigenze estetiche, si basa sulla stabilità fisiologica e cosmetica. La conservazione sia dei tessuti duri sia di quelli molli, come lo spessore dell’osso vestibolare e il mantenimento della papilla interprossimale, risulta fondamentale per questo successo. L’esempio che segue mostra la sostituzione di un incisivo centrale superiore non recuperabile in breve tempo e senza un periodo di parziale edentulismo della paziente. Prima del trattamento sono stati considerati diversi fattori. Per prima cosa, è stato verificato che la paziente potesse essere idonea a un trattamento provvisorio immediato grazie alla possibilità di mantenere il restauro provvisorio al di fuori di qualunque contatto occlusale. Successivamente, si è visto che la salute parodontale dei denti adiacenti era accettabile per supportare i tessuti duri e molli prossimali. Come terza cosa, la tomografia computerizzata confermava la mancanza di infezione apicale e la disponibilità ossea per il posizionamento di un impianto dentale in posizione protesicamente guidata. È interessante notare che non vi era abbondanza di osso apicale e palatale, rendendo quindi più adatto il posizionamento di un impianto con diametro “stretto” al fine di ottenere una stabilità primaria e ottimizzare il contatto osso-impianto. Il posizionamento di impianti a diametro “stretto” nella regione degli incisivi centrali è controverso. Da un punto di vista del rischio di frattura, è da preferire un diametro “regular” o standard. Questo normalmente porta al posizionamento di una fixture da 4,1 mm nella maggior parte delle situazioni. Da un punto di vista del profilo d’emergenza, un impianto con diametro stretto solitamente è troppo piccolo quando si tenta di replicare il diametro cervicale di un incisivo centrale superiore. Questo può portare a un compromesso in fatto di estetica e igiene orale. In questa situazione sarebbe ideale il posizionamento di un impianto con porzione endossea a diametro stretto e piattaforma protesica standard. Questo eviterebbe in modo ragionevole i problemi inerenti la frattura del corpo implantare sotto le normali condizioni di carico. È disponibile una nuova lega di titanio-zirconio, con un contenuto di zirconio pari al 13-17%, che risulta significativamente più resistente delle altre leghe di titanio o del titanio di grado 4. La ricerca clinica e in-vitro ha dimostrato questa resistenza. Le possibilità offerte da questa lega sono diverse. Questo esempio mostra come un impianto con diametro stretto e piattaforma protesica standard permetta al team implantare di procedere con il posizionamento immedia- to dell’impianto e del provvisorio. L’altro elemento pertinente con questa situazione è come la conservazione dei tessuti biologici permetta di ottenere un risultato estetico a lungo termine. IT pagina 14

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