2 Fatti & Opinioni Italian Edition Anno IV n. 1 - Marzo 2010 Editoriale Riabilitazione implantologica a servizio del sociale? Il 5 febbraio si è svolto a Roma il Congresso della Sio. La partecipazione del Ministro Fazio in un consesso in cui si parlava in particolare d’impianti, impone una riflessione. Anche in un momento sicuramente non positivo, il loro utilizzo per le riabilitazioni sta avendo gran successo e si prevede un’ulteriore implementazione in 5 anni. Dalla disamina tecnico-politica di Fazio, risulta innegabile la miglior qualità di vita dei pazienti sottoposti a tale riabilitazione. Non fosse per gli alti costi di esercizio, potremmo definirla, sotto un certo profilo, a servizio del sociale. Di qui l’esortazione al settore: contenere la spesa sfruttando sia i notevoli passi avanti compiuti dalla tecnologia come attrezzature e merceologia sia certe operatività cliniche per la riduzione dei tempi di finalizzazione. Come? Utilizzando sempre più la ricerca e avvalendosi dell’associazionismo tra le competenze odontoiatriche riabilitative (chirurgo, protesista ecc.) sempre per ridurre i costi. Dalle parole del Ministro si evince che la speranza della politica per far accedere più cittadini a questa prestazione è nell’introduzione dei fondi integrativi. In Italia, la spesa dei privati in Sanità è sul 30% del totale. Con quelli si cercherà in parte di contribuire a un minor esborso del paziente, essendo per il 20% dedicati obbligatoriamente a persone non autosufficienti e a prestazioni odontoiatriche. Lecita quindi la domanda: la tendenza al low cost anche con riabilitazioni così importanti non pone a rischio la salute? Il pericolo esiste e non solo per gli impianti, come esiste la necessità di rispondere alle attese di un mercato sempre più virulento. È il “goal” che ci attende nei prossimi mesi, non anni. Fa ben sperare che la Sio si sia impegnata nelle “Raccomandazioni cliniche” con le Società di Parodontologia e di Chirurgia, non tanto per la competenza e serietà degli attori, ma per essersi resa disponibile la filiera odontoiatrica, pur con notevoli difficoltà politiche e pratiche, a un progetto ministeriale il cui obiettivo manifesto è la difesa di una professione che ne ha tanto bisogno. Parlando di impianti, ringrazio i colleghi della Commissione che ha redatto le “Raccomandazioni in Implantologia” per competenza, dedizione e senso di responsabilità non comuni, a fronte di anticorpi sempre ottusamente presenti anche in situazioni come l’attuale. Un caro saluto a tutti. Enrico Gherlone Dal Simposio Adriatico (FI) a quello Tirreno (PS), ecco il “Meeting Mediterraneo” IT pagina 1 Infine (considerazione non meno importante), l’idea di un evento comune nasce da incontri con Roberto Cornelini, che condivideva questa visione e ha aderito prontamente alla proposta, e da un’idea del dirigente Aiop Paolo Smaniotto, che ha fortemente promosso la partecipazione dell’Antlo Formazione. Il presidente Antlo Massimo Carmando ha accolto l’invito Aiop-Sicoi ed eccoci qui… (Barone) Parlando mesi fa con lo scomparso Cornelini, ricordo l’entusiasmo per questo evento ritenuto molto innovativo. Lei che prosegue il percorso intrapreso dal suo collega, quali elementi/valori ritiene che la Sicoi, di cui ora è il presidente ad interim, intravedeva in quest’appuntamento e quali le aspettative? tare, dando nuovo lustro alla figura del protesista, in questi anni un po’ offuscata dal chirurgo. Quali le dinamiche e le “sensazioni” dei chirurghi? Cornelini ha profuso molte energie per realizzare questo progetto in collaborazione con Gaetano Calesini. In questa formula di condivisione scientifica – in questo caso Sicoi, Aiop e Antlo – aveva individuato il futuro verso cui la Chirurgia orale e tutta l’Odontoiatria si muovono. Il valore aggiunto della manifestazione è individuabile nell’interazione tra figure professionali che insieme pianificano la soluzione terapeutica più adeguata per il singolo paziente. Il progetto consentirà, durante il meeting, di aggregare più specialisti che collaboreranno a discutere in modo critico i parametri per ottenere il successo riabilitativo, con un’ampia visione dal punto di vista del paziente. Per questo meeting mi aspetto e auguro di dare un messaggio clinicamente chiaro e utile all’uditorio. (Calesini) A partire dalla formula adottata per le presentazioni, si leggono novità nel programma. Per esempio, nella prima parte l’argomento è trattato sempre a quattro mani dal chirurgo e dal protesista e in certi casi c’è addirittura il coinvolgimento dell’odontotecnico. Può commentare questa formula? Già da come è stata formulata la domanda si può individuare una sorta d’antico e diffuso pregiudizio che l’Aiop cercò di sciogliere fin dalla nascita, 31 anni fa, ospitando nella stessa Società scientifica clinici e odontotecnici, convinti allora, ma ancor più oggi, che l’evoluzione della disciplina protesica potesse realizzarsi solo se clinici e odontotecnici l’avessero perseguita in comunione d’intenti e nel rispetto delle aree di competenza. Già dal congresso internazionale, l’Aiop ha unificato i programmi per odontoiatri e odontotecnici, inserendo in quelli scientifici presentazioni tenute da team operativi piuttosto che da singoli operatori. Solo così, considerando che l’operatività in protesi è sempre, come minimo, a “quattro mani”, che diventano sei in implanto-protesi, si arriva a una trattazione completa degli argomenti, fornendo ai partecipanti un ampliamento di orizzonti e un vero arricchimento culturale. Tornando alla propria attività, ognuno deve poter utilizzare operativamente le informazioni avute, interagendo con specialisti parimenti motivati o stimolando al cambiamento i colleghi con cui collabora. Nella costruzione del programma, insieme a Sicoi e Antlo Formazione, si è semplicemente adottato un format congressuale ormai usuale. (Barone) Le nuove tecnologie, specie legate alla chirurgia guidata, manifestano un’inversione di tendenza: si parte dal progetto protesico per pianificare la chirurgia implan- Non è possibile pensare a una soluzione chirurgica senza una pianificazione protesica del risultato finale. In onestà non penso che il protesista sia mai stato offuscato dal chirurgo. Il Meeting è l’occasione per sottolineare come si possa raggiungere il successo solo con una interazione tra i diversi componenti del team odontoiatrico. La chirurgia orale include l’implantologia, che per essere correttamente eseguita richiede approfondite conoscenze proteiche, esigenza fortemente sentita in tutte le Società Scientifiche, come ad esempio l’American Academy of Osseointegration, i cui programmi culturali sono arricchiti da una nutrita componente protesica. Non ruoli prioritari, ma penso invece che chi voglia raggiungere risultati clinicamente positivi debba avvalersi di approfondite competenze chirurgiche e protesiche. (Calesini) In qualità di Presidente dell’Aiop, qual è la sua opinione in merito? Premesso che non mi sono mai sentito “offuscato” da nessuno, mi occupo di implanto-protesi dal 1982 e fin dall’inizio ho considerato l’implantologia una disciplina protesica che si avvale di fasi operative chirurgiche, visione largamente condivisa nell’Aiop; del resto in nessuna parte del pianeta alcun paziente si è mai rivolto al dentista per avere impianti: i pazienti protesici chiedono di sostituire i denti. Tuttavia, posso capire cosa si vuole intendere: la moderna implantologia nasce dall’intuizione di un ortopedico, passa attraverso una sorta di monopolio dei chirurghi orali per arrivare ai paradontologi. IT pagina 3 International Imprint Licensing by Dental Tribune International Group Editor Managing Editor DT Asia Pacific Daniel Zimmermann newsroom@dental-tribune.com +49 341 48 474 107 Publisher Torsten Oemus Claudia Salwiczek c.salwiczek@dental-tribune.com Sabrina Raaff Hans Motschmann Torsten Oemus Peter Witteczek Dan Wunderlich Nadine Parczyk Jörg Warschat Manuela Hunger Bernhard Moldenhauer Gernot Meyer Jens Lindenhain Alexander Witteczek Franziska Dachsel © 2010, Dental Tribune International GmbH. All rights reserved. Dental Tribune makes every effort to report clinical information and manufacturer’s product news accurately, but cannot assume responsibility for the validity of product claims, or for typographical errors. The publishers also do not assume responsibility for product names or claims, or statements made by advertisers. Opinions expressed by authors are their own and may not reflect those of Dental Tribune International. 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