20 Trends Anno IV n. 1 - Marzo 2010 IT Italian Edition pagina 19 1a 1c 1b 1d Figg. 1a-d - Situazione iniziale, sostituzione oro-ceramica con provvisorio in composito. 2a 3a Grazie agli impianti a superficie porosa è stato possibile guidare l’adesione piastrinica, poiché aumentano la presenza, a contatto con l’impianto, di cellule osteoprogenitrici. • Tecnica di preparazione del sito implantare In presenza di qualità ossea sfavorevole e in particolare utilizzando un impianto a pareti parallele, la tecnica di preparazione del sito ha una importanza determinante nell’ottenimento della stabilità primaria. Ciò richiede da parte del chirurgo, nella procedura di inserzione dell’impianto, di modulare una sottopreparazione del sito tale da ottenere un più intimo contatto tra impianto e osso. Questo si traduce, da un punto di vista meccanico, nell’ottenimento di valori più alti di stabilità primaria rispetto a un sito preparato secondo i protocolli standardizzati. Tutto ciò rende sempre più possibile ipotizzare protocolli di carico immediato in siti postestrattivi, ottenendo così un’ulteriore importante riduzione dei tempi di riabilitazione. In questo articolo si descrive un protocollo diagnostico e clinico per la riabilitazione di un’arcata superiore con modalità postestrattive immediate. Materiali e Metodi incontreremo e di prevedere le densità ossee che incontreremo. Per conoscere la stabilità implantare, oltre alla misurazione del torque meccanico, è stato utilizzato anche il sistema OSSTELL ISQ (quoziente di stabilità implantare) che misura la frequenza di risonanza (RFA). Il misuratore OSSTELL ISQ, emettendo delle pulsazioni magnetiche, stimola un trasduttore posizionato sull’impianto. Il trasduttore quindi risuona con determinate frequenze in funzione della stabilità dell’impianto stesso. Questa risonanza, captata dall’OSSTELL, si traduce in valori che vanno da 1 (stabilità più bassa) a 100 (stabilità più alta). Diversi studi hanno dimostrato che un valore di stabilità accettabile è al di sopra dei 55. L’analisi dell’andamento del valore ISQ nel tempo può essere un importante indice dell’andamento clinico dell’impianto e può essere importante per individuare precocemente eventuali fallimenti; quindi permette di intervenire clinicamente, per esempio scaricando in occlusione un impianto caricato. Studi hanno dimostrato che alti valori di ISQ sono segnali di buona stabilità implantare con alto grado di successo. Caso clinico 2b 3b 2c Figg. 2a-c - Modello 3D. Figg. 3a, b - Immagine TAC. 5a Per la pianificazione del caso, la paziente è stata sottoposta a un esame TAC; tale esame è stato studiato mediante l’utilizzo del software 3Diagnosys della 3Diemme che consente di analizzare, in modo preciso e affidabile, mediante una ricostruzione multi planare, l’esatta anatomia dell’osso. Con l’utilizzo di tale software è inoltre possibile ricavare una replica anatomica, tridimensionale e in dimensioni reali, della mascella o della mandibola da trattare. Inoltre tale programma consente di rilevare le densità ossee delle zone in cui si prevede di posizionare gli impianti. In conclusione questo sistema ci consente di conoscere, prima della chirurgia, l’esatta anatomia che Questo caso clinico riguarda una paziente donna di 57 anni in buono stato di salute generale. Clinicamente la paziente si presenta con una situazione protesica costituita da un bloccaggio in ceramica da 13 a 23, con mancanza degli elementi 12 e 22, fresaggio e protesi scheletrata rimovibile. I denti residui presentano, a una valutazione clinica, sondaggi parodontali superiori ai 10 mm, e tale compromissione parodontale viene confermata da radiografie endorali. La richiesta della paziente è una riabilitazione mediante protesi fissa possibilmente senza l’inserzione di una protesi mobile totale provvisoria. IT pagina 21 5b 5c Fig. 4 - Pianificazione virtuale degli impianti. 6a Fig. 5a - Vista 3D della pianificazione virtuale (visone anteriore). Fig. 5b - Visione laterale sinistra. 6b Fig. 5c - Visione laterale destra. 6c Figg. 6a-c - Estrazioni e apertura del lembo.