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Trends 21 Italian Edition IT Anno IV n. 1 - Marzo 2010 Risultati pagina 20 La proposta terapeutica dopo l’esecuzione di indagini radiografiche è stata l’inserzione di sei impianti, di cui quelli in posizione 13, 11, 21, 23, post estrattivi e un eventuale carico immediato mediante protesi provvisoria fissa avvitata sugli impianti. La paziente, essendo una fumatrice (15-20 sigarette die), viene avvertita dei rischi e sensibilizzata a smettere di fumare. Viene affidata alle cure dell’igienista per effettuare la preparazione iniziale. Si esegue una OPT e, in previsione dell’esame TAC, si rimuove il bloccaggio in oro-ceramica, che viene sostituito da un provvisorio fisso in composito, per evitare artefatti radiografici (Figg. 1a-c). Dall’esame TAC si ricava, grazie all’ausilio del programma 3Diagnosys della 3Diemme un modello tridimensionale del mascellare superiore (Figg. 2a-c). Si esegue, successivamente, una pianificazione virtuale della chirurgia (Figg. 3a, b; 4; 5a-c), riu-scendo, attraverso tale software, a estrapolare prima dell’intervento, non solo le quantità ossee, ma anche le densità ossee dei siti implantari. Vengono utilizzati impianti Neoss ProActive (Figg. 7a-c) che presentano una superficie mordenzata, sabbiata e ultrapulita (cioè con basso contenuto di carbonio sulla superficie). Grazie a un trattamento elettrochimico, la superficie impiantare ProActive presenta, al momento dell’inserzione, una rapida bagnabilità con il sangue (Fig. 8), tale da migliorare l’aggregazione proteica e accelerare la formazione della rete di fibrina. Ciò porta a una maggiore rapidità ed efficacia del processo di osteointegrazione. Per quanto riguarda la riabilitazione dell’arcata superiore è stato deciso di realizzare una protesi fissa avvitata su pilastri Neoss Access e non sulla testa dell’impianto per allontanarsi, con la struttura protesica, dalle zone di guarigione, per correggere eventuali disparallelismi tra gli impianti: questa soluzione ad avvitamento facilita sia le fasi di provvisorizzazione immediata che le fasi di mantenimento (Tab. 3 e Fig. 9). Come si può osservare dai dati riportati nelle Tabelle, sia i valori di torque che di ISQ, relativi alla stabilità primaria, al momento del posizionamento dell’impianto erano al di sopra della soglia minima per il carico immediato, tranne che per l’impianto in posizione 26 (Tabb. 1, 2). Per quanto riguarda gli impianti post-estrattivi, essendosi creato un gap maggiore di 3 mm tra impianto e osso alveolare, è stato deciso di inserire all’interno del gap del biomateriale (Bioss, Geistlich) (Figg. 10a, b). In posizione 16 è stato inserito un impianto angolato e questo ha permesso di evitare un grande rialzo di seno mascellare. L’angolazione è stata corretta, mediante un Neoss Access angolato a 30°. Dall’osservazione delle misurazioni di ISQ, effettuate il giorno della chirurgia sulla testa dell’impianto e a 3 mesi e 6 mesi sugli Access, si può notare che questi sono tutti indici di avvenuta osteointegrazione e quindi di successo della terapia implantare. Discussione 7a 7b 7c Figg. 7a-c - Preparazione sito 11 e inserimento impianto ProActive. 8a 8b Figg. 8a, b - Immagine della elevata bagnabilità della superficie dell’impianto Neoss ProActive. SITO IMPIANTO TIPO DI IMPIANTO 11 Neoss ProActive 5x11 Sì Perso per malattia parodontale D2 ll 45 13 Neoss ProActive 5x13 16 Neoss ProActive 4.5x11 21 Neoss ProActive 5x11 Sì Perso per malattia parodontale D2 ll 50 23 Neoss ProActive 5x13 26 Neoss ProActive 4.5x13 In conclusione, è stato realizzato il carico immediato su 5 impianti in quanto il sesto, avendo poca stabilità primaria, è stato sommerso. La paziente, nella stessa giornata della chirurgia, è stata dimessa con un provvisorio fisso, in resina composita, avvitato sugli impianti (Figg. 11a-c). Grazie alla procedura clinica descritta è stato quindi possibile raggiungere due obiettivi: in primo luogo un buon trattamento chirurgico e in secondo luogo è stata esaudita la richiesta della paziente di non portare una protesi mobile provvisoria. Questo caso clinico dimostra come un corretto sviluppo di protocolli di trattamento, la disponibilità di nuove tecniche, materiali e tecnologie renda oggi possibile realizzare protocolli di trattamento di carico immediata in casi di postestrattivi. La bibliografia è disponibile presso l’Editore. 9a POST ESTRATTIVO QUALITÀ OSSO QUANTITÀ OSSO STABILITÀ PRIMARIA (N) Sì Perso per No malattia parodontale D2 ll 50 D4 ll 32 Sì Perso per No malattia parodontale D2 ll 50 D4 ll 10 Tab. 1 SITO IMPIANTO RFA (tempo 0) VESTIBOLARE DISTALE M0 (su testa) RFA (3 mesi) VESTIBOLARE DISTALE M3 (su Access) RFA (6 mesi) VESTIBOLARE DISTALE M6 (su Access) 83 85 75 75 76 75 11 85 85 80 80 82 82 13 75 75 69 75 75 71 16 85 85 75 77 75 80 21 82 82 74 74 75 75 23 56 55 26 sommerso sommerso Tab. 2 SITO IMPIANTO TIPO DI ACCESS 11 0° 3 mm 13 0° 3 mm 30° 16 21 0° 3 mm 23 0° 3 mm No 26 Tab. 3 10a 10b 11a 9b Figg. 10a, b - Riempimento dei gap nei siti post estrattivi mediante biomateriale (Bioss) e sutura. 11b 9c 11c Figg. 9a-c - Inserimento degli Access (impianto 16 tiltato con Access 30°; impianti 13, 11, 21, 23, Access 0° 3 mm; l’impianto 26 verrà sommerso). Fig. 12 - Rimozione delle suture a 15 giorni dall’intervento. Figg. 11a-c - Carico immediato mediante protesi provvisoria in composito avvitata su Access.

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