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22 Trends Anno IV n. 1 - Marzo 2010 Italian Edition Impianti a carico protesico precoce: un case report Mariano Tia* *Libero professionista e docente a contratto presso Scuola di Specializzazione in Chirurgia Odontostomatologica dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Introduzione Procedure chirurgiche e protesiche Negli ultimi dieci anni il carico immediato e precoce in implantologia si è dimostrato efficace nella semplificazione delle riabilitazioni implantoprotesiche e nell’aumentare la soddisfazione dei pazienti trattati. La letteratura internazionale conferma diffusamente che le percentuali di sopravvivenza implantare ottenute con il carico immediato e precoce sono pressoché sovrapponibili a quelle degli impianti con carico convenzionale secondo i postulati di Bränemark. Il successo nell’implantologia a carico immediato è comunque legata a fattori di fondamentale importanza quali la stabilità primaria, la macro e micro geometria implantare, la qualità ossea e, non ultima, l’adeguata selezione del paziente. Piano di trattamento e risultati attesi Il caso clinico proposto presenta un carico precoce su quattro impianti Astra al mascellare superiore dopo 9 settimane dall’inserimento, confidando nelle capacità della superficie Osseospeed, in grado di favorire una rapida integrazione delle fixtures e di determinare un evidente successo clinico e radiologico dimostrato dal follow-up a medio termine. È giunta all’osservazione una paziente di 35 anni non fumatrice in buona salute generale che presentava processi cariosi destruenti a carico dell’1.2, 2.2, 2.3, 2.4 con osteite periapicale in regione 2.3 ed edentulia intercalata in regione 1.4. Dopo la valutazione degli esami ematochimici e strumentali (OPT e Tac Dentascan) sono state pianificate le estrazioni dentarie eseguite preservando l’integrità delle corticali ossee vestibolare e palatale; si è preferito non inserire immediatamente gli impianti per cui è stata applicata una protesi rimovibile provvisoria (Figg. 1, 2). A 15 giorni sono stati inseriti quattro impianti Astra Osseospeed in regione 1.2, 1.4, 2.2 e 2.4 (Fig. 3). Sono stati scelti tre impianti con diametro 3.5 e lunghezza 11 mm, mentre per il sito 1.4 è stato inserito un impianto di diametro 4 e lunghezza 11 mm. Per la fixture in regione 1.2 si è provveduto a riempire il gap (> 2 mm) con osso bovino demineralizzato e deproteinizzato (Bio-Oss) (Fig. 4). In regione 2.3 non è stato possibile inserire un ulteriore impianto data la presenza di un grande deficit a carico della corticale vestibolare legata all’osteite infiammatoria del canino superiore; anche questo deficit è stato colmato con BioOss (Fig. 5). Dopo 4 settimane si è provveduto alla connessione degli healing abutments e all’incremento della gengiva aderente vestibolare tramite riposizionamento della mucosa palatina (Figg. 6-8). A 21 giorni, dopo il condizionamento dei tessuti molli periimplantari, ottenuto mediante l’utilizzo di pilastri di guarigione a diametro crescente, si è proceduto con l’impronta di precisione in polietere e, quindi, alla finalizzazione delle corone definitive in lega aurea e ceramica, fissate con cemento all’ossido di zinco ed eugenolo su quattro Cast-to abutments (Figg. 9-12). IT pagina 23 Fig. 3 - Immagine clinica a 15 giorni dalle estrazioni. Fig. 4a - Inserimento dei 2 impianti in regione 1.2 e 1.4. Fig. 4b - Controllo dei pin di parallelismo in regione 2.2 e 2.4. Si nota il deficit vestibolare in regione 2.3. Fig. 1 - OPT preoperatoria. Fig. 5a - Riempimento del gap impianto-alveolo in regione 1.2 con Bio-Oss Fig. 5b - Utilizzo di Bio-Oss per il difetto in regione 2.3. Fig. 2 - Scansioni assiali della regione 2.2-2.3 che mostra l’osteite infiammatoria in regione canina. Fig. 6 - Immagine clinica a 4 settimane dall’inserimento prima della riapertura.

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