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8 Pratica & Clinica Italian Edition Anno IV n. 1 - Marzo 2010 L’utilizzo di impianti transgengivali come esemplificazione del piano di trattamento dell’edentulia mandibolare Claudia Carolina Lenzi Libera professionista in Bologna pagina 1 IT Questo periodo di transizione necessita di una fase protesica provvisoria solitamente mal tollerata dal paziente edentulo, in quanto si tratta di riabilitazioni protesiche mobili che non gli consentono un’adeguata vita di relazione(4). Numerose pubblicazioni hanno valutato la possibilità di utilizzare impian- ti trasmucosi evitando così al paziente un secondo fastidioso intervento chirurgico di clinicizzazione con risultati di successo paragonabili al protocollo tradizionale(5-10); questo però non risolve il disagio nel periodo di guarigione dei 3-6 mesi, durante i quali deve indossare una protesi totale provvisoria che rimane poco confortevole. Le necessità cliniche di ridurre i tempi di riabilitazione pro- Fig. 1 - Situazione iniziale. Fig. 2 - Lembo a tutto spessore ed evidenza delle strutture anatomiche. Fig. 3 - Eseguita l’osteotomia della cresta ossea vengono preparati i siti per gli impianti. Fig. 4 - Quattro impianti trans-gengivali vengono posizionati in area intraforaminale. tesica sono, nella pratica quotidiana, sempre più richieste dai pazienti. Oggi, superfici implantari sempre più performanti, ci consentono possibilità terapeutiche riabilitative che si discostano dal tradizionale protocollo chirurgico per il posizionamento degli impianti, garantendo comunque, in casi selezionati, risultati predicibili di successo e consentendo così una finalizzazione in tempi più brevi. Questo ha portato alcuni autori alla valutazione di poter apporre la protesi prima rispetto alle tempistiche imposte dai protocolli tradizionali (e in alcuni casi contestualmente all’inserimento degli impianti sottoponendoli al carico occlusale), riducendo così al minimo il periodo che intercorre tra la fase chirurgica e quella protesica(11-13). Per “carico differito” si intende il posizionamento della protesi in tempi più brevi rispetto a quelli suggeriti dal protocollo tradizionale. L’intervallo di tempo significativamente più breve di 6 settimane, consentito dalle superfici implantari più evolute, non interferisce comunque con la neo-formazione ossea che mostra il suo picco di vulnerabilità dalle 72 ore dopo il posizionamento degli impianti sino alla quarta settimana(14-16). Per Carico Immediato si intende il posizionamento di una protesi provvisoria o definitiva entro le prime 48 ore dall’esecuzione dell’intervento chirurgico. Alcuni gruppi di studio hanno infatti dimostrato come nella mandibola edentula il carico immediato porti risultati sovrapponibili alla tecnica tradizionale suddivisa nelle due fasi chirurgiche(17-19). Il grande vantaggio di potersi avvalere del carico differito e del carico immediato come di tecniche predicibili è quello di poter ampliare le scelte terapeutiche e di ottenere un risparmio in tempi e costi, velocizzando così la finalizzazione protesica e migliorandone i disagi e la vita di relazione del nostro paziente(20,21). La scelta del numero di quattro impianti inseriti nella mandibola in area intraforaminale e connessi rigidamente da una barra o da una struttura rigida è dettata dalla necessità di solidarizzare tra loro le fixture riducendo così al minimo i micromovimenti che potrebbero danneggiare e inficiarne la corretta osteointegrazione(22); questo consente anche di offrire al paziente un grado di soddisfazione simile a quella su protesi completa fissa mostrando una similitudine nell’efficacia masticatoria e consentendo una maggior facilità nelle manovre di pulizia e detersione(23). Scopo di questa ricerca è quello di valutare due differenti protocolli clinici (carico differito e immediato) che è possibile attuare grazie al posizionamento di 4 impianti trans-gengivali eseguiti nella mandibola in area intraforaminale. A seconda della singola condizione clinica e dalle preferenze riabilitative richieste dal paziente è così possibile ottenere, partendo dal medesimo protocollo chirurgico, soluzioni protesiche differenti nei tempi e nella tipologia di riabilitazione clinica, dall’overdenture a supporto implantare alla protesi fissa avvitata. Materiali e Metodi I pazienti che richiedono e si sottopongono al trattamento implantare devono essere in buona salute con una congrua anam- nesi sistemica generale e devono essere anticipatamente e correttamente informati sulla terapia implanto-protesica propostagli che verrà sottoscritta attraverso regolare consenso informato. Generalmente sono pazienti del tutto edentuli o resi tali dalla concomitante estrazione di elementi dentali inservibili ad alcun tipo di riabilitazione protesica. IT pagina 9 Fig. 5 - Eseguita la sutura, rimane in evidenza l’emergenza della testa dell’impianto trans-gengivale sul quale vengono posizionate le cappette sferiche di guarigione. Fig. 6 - La guarigione dei tessuti a 3 settimane. Fig. 7 - La barra per overdenture customizzata e posizionata dopo 6 settimane. Fig. 8 - OPT di controllo a 24 mesi.

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