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Pratica & Clinica Italian Edition IT 9 Anno IV n. 1 - Marzo 2010 pagina 8 Dopo una prima analisi radiografica e valutazione con ortopantomografia (OPT), se necessario viene richiesta la TC dentalscan dell’arcata interessata ed esaminati i volumi ossei residui. I pazienti vengono sottoposti a profilassi antibiotica (amoxicillina 1 g ogni 12 ore per 5 giorni da due gg. prima dell’intervento) e viene eseguita l’anestesia locale per infiltrazione (mepivacaina 2%, adrenalina 1: 100.000). Viene eseguita un’incisione crestale da molare a molare e sollevato il lembo a tutto spessore, vengono evidenziate e isolate le emergenze del nervo alveolare inferiore e del forame mentoniero (Figg. 1, 2). Se necessaria viene eseguita l’osteotomia della cresta ossea per ottenere un livello e uno spessore osseo ottimale alla corretta inserzione dei quattro impianti trans-gengivali che vengono posizionati in area intraforaminale (solitamente in zona 44-42-32-34) (Figg. 3, 4). Condizione essenziale per il successo implantare, oltre che per eseguire il carico immediato e differito, è che l’impianto abbia una buona stabilità primaria con un torque di inserimento di almeno 32 Ncm(24), la tipologia ossea migliore a questo fine è quello di tipo D2 e D3(25). Una volta posizionati gli impianti viene eseguita la sutura che verrà a sua volta rimossa dopo 14 giorni. Nel carico differito, vengono posizionate le cappette sferiche di guarigione sugli impianti (Fig. 5), si esegue un ribassamento soffice della precedente protesi e il paziente viene congedato; la presa dell’impronta e la successiva protesizzazione tramite overdenture con barra o protesi fissa avvitata verrà eseguita passate 6 settimane (Figg. 6-9). Nel caso in cui si voglia invece procedere con un carico immediato l’impronta di precisione definitiva può essere subito rilevata con un polietere; un vantaggio dell’impianto trans-gengivale è quello di poter effettuare la rilevazione dell’impronta anche dopo aver suturato i lembi avendo sempre l’emergenza della testa dell’impianto che consente una esemplificazione della manovra (Figg. 10, 11). In poche ore il laboratorio sarà quindi in grado di fornirci il manufatto protesico che, nello stesso giorno dell’intervento chirurgico, viene applicato al paziente. (Figg. 12-14). In entrambi i casi, una barra customizzata in lega aurea viene avvitata in situ e sopra di essa è posizionata una protesi totale di dimensioni ridotte che presenta al suo interno un binario di ancoraggio alla barra sottostante (Figg. 15, 16). I pazienti verranno altresì istruiti a una dieta morbida nei primi mesi, fondamentali alla proliferazione cellulare che evolverà nella corretta osteointegrazione. Le radiografie di controllo a 24 mesi e l’ottima salute dei tessuti perimplantari ne confermano il buon esito di entrambe le riabilitazioni a carico differito (Fig. 8) e immediato (Fig. 14) con risultati sovrapponibili. IT Fig. 9 - Controllo dei tessuti e del mantenimento igienico a guarigione avvenuta. Fig. 10 - I monconi da impronta con vite passante in posizione. pagina 10

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